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Documento finale dell’Assemblea Popolare sull’impianto solare-termodinamico di San Quirico.

asssanquirico2 La prima assemblea popolare sull’impianto solare-termodinamico di San Quirico, svoltasi il 10 febbraio, ha visto la partecipazione di un centinaio di oristanesi, volenterosi di informarsi in relazione a un progetto di cui fino a qualche mese fa la maggior parte dei cittadini non sapeva niente. Il progetto infatti era noto all’amministrazione fin dall’autunno 2013, eppure si è arrivati a un livello definitivo di progettazione senza che il comune si preoccupasse minimamente di svolgere una campagna informativa presso i cittadini. Il sindaco e la giunta hanno ritenuto fosse superfluo interpellare i cittadini, anche solo con l’intermediazione del Consiglio Comunale, in relazione alla convenzione stipulata tra il comune di Oristano e la San Quirico Solar Power srl. Quest’atteggiamento cozza con quanto scritto nel programma della coalizione di centrosinistra, in cui si parlava di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini. La scelta del sindaco è stata quella di fare le cose dentro le stanze del potere e anche persone che hanno sostenuto la sua candidatura nel 2012 hanno sottolineato e criticato questo aspetto durante l’assemblea; anche il TAR della Sardegna ha ribadito, in una sentenza relativa al progetto delle serre fotovoltaiche di Narbolia, che i comuni sono obbligati a svolgere un’informazione effettiva dei cittadini e non possono dunque limitarsi alla pubblicità degli atti prevista dalla legge.

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CONSIDERAZIONI SULL’EX DISTRETTO MILITARE DI ORISTANO

La città di Oristano, grazie all’opera di alcuni sindaci del passato, ha cancellato buona parte della sua memoria storica: abbiamo perso torri, chiese e grossi pezzi di cinta muraria medievale. Tutto questo perché si diceva che la città andasse proiettarsi verso un futuro di sviluppo glorioso, quasi metropolitano. Futuro che non è mai arrivato.
 
Alcuni luoghi si sono salvati, ma gli oristanesi (e i tanti turisti che si aggirano spaesati per il centro storico anche in questo ottobre soleggiato) non possono comunque fruirne come luogo della memoria storica. Fra questi c’è sicuramente l’ex distretto militare di Via S. Antonio contiguo all’omonima chiesa e parte dello stesso complesso architettonico.
Il complesso era sede (come si ricava dalla scheda sul demanio militare disponibile sul sito della regione a questo link) degli uffici del Distretto militare della Provincia di Oristano, occupa 2573 mq, di cui 1250 edificati. Si tratta di un’immobile di particolare pregio architettonico, perché si affaccia sul Chiostro del convento di San Francesco,  e  proprio là si riuniva la Corona de Logu, il massimo organo del Giudicato d’Arborea.

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QUEI CENTRI R.U.D. IN PROVINCIA DI ORISTANO

QUEI CENTRI R.U.D. IN PROVINCIA DI ORISTANOA tutti sarà capitato di vedere l’enorme caserma di viale Repubblica a Oristano e le due grandi strutture delimitate dai divieti militari nella strada provinciale 12 a ridosso di Siamaggiore.

Di queste tre strutture abbiamo pochissime notizie, l’unica cosa certa che sappiamo è che non ci è dato sapere cosa succede effettivamente lì dentro. Tutte e tre appartengono al R.U.D. acronimo di Raggruppamento Unità Difesa.

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SIAMO SEMPRE DI PASSAGGIO

locandinaLunedì pomeriggio, il 28 di Aprile, abbiamo assistito e collaborato alla realizzazione della serata “Un giorno di ordinaria resistenza” organizzata dal Collettivo Studentesco Antonio Gramsci.

L’intento era quello di unire due date simboliche nella storia della Sardegna e dell’Italia. Il 25 e il 28 Aprile hanno rappresentato in contesti storici e modalità completamente diverse, due dei momenti culminanti delle resistenze sarde e italiane.

Quale miglior modo per celebrare al di fuori dall’ambito istituzionale queste due date, se non chiamando a testimoniare alcuni dei protagonisti della resistenza quotidiana in Sardegna?

Sono intervenuti alcuni dei membri dei comitati più rappresentativi in provincia di Oristano, il Comitato No al Progetto Eleonora, Comitato s’arrieddu per Narbolia, e il Comitato per la tutela e lo sviluppo di Torregrande e Oristano.

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