Una delle prime foto di adesione alla campagna di A Foras
I cieli dell’isola si preparano, a partire dal 20 aprile, ad essere solcati dai caccia dell’Aeronautica Militare impegnati in una nuova vergognosa tornata di esercitazioni, mentre i sardi si preparano ad entrare nell’abisso della crisi economica.. In qualche modo, bisogna reagire. Da A Foras arriva una campagna, questo è ciò che si può fare fin tanto che saremo costretti in casa.
La vergognosa ripresa delle esercitazini era già stata denunciata da A Foras nelle scorse settimane. Dall’Aeronautica era arrivata una secca smentita, che però è durata solo un paio di giorni. Poi la conferma, dal 20 aprile si spara a Capo Frasca e dal 22 tocca a Quirra. Di seguito l’appello di A Foras.
Mentre il teatrino dei social si spella le mani per il presunto blasting del presidente del consiglio ai danni di Meloni e Salvini, forse è il caso di tenere fermo il nostro sguardo sul vero problema: la totale inadeguatezza delle misure economiche che il governo di centrosinistra sta adottando per far fronte al lockdown. La vera notizia dell’irrituale conferenza stampa svolta ieri da Conte è il rifiuto di una qualsiasi forma di tassa patrimoniale. La cosa è passata in secondo piano; dice bene, in una nota pubblicata sulla propria pagina facebook, Potere al Popolo: «Una delle prime cose che si insegnano in retorica è che, se vuoi coprire la vuotezza del discorso o distrarre gli spettatori dal punto principale, devi alzare un picco, con un’immagine, una metafora, un attacco, di modo che l’attenzione si fermi su quel passaggio e metta sullo sfondo il resto». Tra ricerca inutile di una verità assoluta e sbandieramento di feticci economici come gli eurobond, sparisce dalla scena il punto fondamentale: Conte e la sua maggioranza non vogliono redistribuire la ricchezza in Italia e nelle sue colonie. Chi sta entrando nell’abisso della crisi economica ora, fra qualche mese si ritroverà abbandonato a se stesso, in un clima generale da si salvi chi può.
È un mondo difficile, cantava quello, e non aveva tutti i torti. La massima attenzione, in questi
giorni, è riservata alle grandi questioni che agitano l’Europa dei capi di governo. Coronabond sì, coronabond no, i petali della margherita verranno computati per altri quattordici giorni prima di arrivare ad una decisione e come segnalano gli osservatori tutto dipende dalla virulenza della pandemia nel Nord Europa: se sarà una tragedia, come lo è in quella mediterranea, allora ci sarà spazio per una reazione comune, altrimenti ognuno per la sua strada. È un mondo difficile, in fondo, e come in ogni film di Bud Spencer e Terence Hill che si rispetti, arriva sempre quel momento in cui uno dice all’altro: ognuno per la sua strada. Ma, d’altra parte, a noi del Coronabond quanto interessa davvero?
Ieri è arrivata sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto e dissequestro della pagina contenente l’articolo. Aspetteremo le motivazioni della sentenza per raccontare meglio, ma siamo molto sollevati. Ringraziamo e abbracciamo tutte le compagne e tutti i compagni che ci sono stati vicini.